Di Paolo Rondelli – Direttore Istituti Culturali della Repubblica di San Marino1
Quel piccolo fazzoletto di terra che costituisce la Repubblica di San Marino ha sempre svolto un ruolo attivo nella storia d'Italia, anche se questo è, di fatto, poco conosciuto. Gran parte del nostro mestiere di “operatori della cultura”2 è anche quello di portare alla luce episodi che escano dalla dimensione locale e vadano oltre, inserendosi nella narrazione di situazioni storiche che riguardano un contesto molto più ampio. È il caso della Repubblica di San Marino e Napoleone, così come, più tardi, sarà il caso di San Marino e Giuseppe Garibaldi. In entrambe le situazioni c'è un rapporto con dei generali. Con Giuseppe Garibaldi ci fu il salvataggio, nel 1849, del Garibaldi che fuggiva da Roma dopo il collasso della Repubblica Romana, inseguito dall’arma austriaca mentre con Anita, incinta e già malata, la quale poi morirà alle porte di Ravenna, tentava di riparare a Venezia. Il Generale se ne ricorderà più tardi, durante la campagna dell'Unificazione d'Italia, tant'è che San Marino rimarrà l'unico fazzoletto di terra non incluso dal neo costituito Regno d’Italia, se escludiamo la regione laziale dello Stato della Chiesa. Il Garibaldi morirà quindi sammarinese, perché verrà insignito della cittadinanza proprio per questo gesto, cittadinanza onoraria che gli verrà consegnata a Caprera.

Quella con Napoleone Bonaparte invece è una storia diversa ma legata alla figura di Garibaldi perché si tratta di un altro generale.
Il Bonaparte è in quel momento un generale repubblicano, che guarda San Marino come una entità particolare, repubblicana, dove vige il diritto comune con ancora gli statuti del 1600 vigenti. Anche chi scrive svolge un ruolo pubblico, oltre a quello di Direttore degli Istituti Culturali, e lo svolge secondo le regole del 1600, secondo una delle rubriche degli Statuti di quell’epoca. È infatti Sindaco di Governo3, che è colui che ha potere di firma sugli atti economici dello Stato e questo ruolo viene appunto svolto secondo i dettami degli statuti del 1600.
Napoleone è quindi molto interessato a questa realtà. Vi si avvicina progressivamente in un periodo di tempo abbastanza breve, ma con delle dichiarazioni d’amore molto forti verso il modello repubblicano sammarinese, tant'è che considera le due repubbliche sorelle4.
Va a questo punto fatta una premessa: a San Marino, c'è questa unità operativa di cui lo scrivente ha la direzione generale, gli Istituti Culturali, che fonde quattro istituzioni, e perciò con un'unica direzione sovraintende Archivio di Stato, Biblioteca di Stato e Beni Librari, ovvero la Biblioteca Nazionale, tutta la rete dei Musei e dei Monumenti e le Arti Performative. Questo ci consente un approccio, se si vuole, multidisciplinare all'interno della stessa struttura. È stato difficilissimo all'inizio, perché ogni funzionario aveva modi di lavorare e modi di vedere le cose diversi, ma ora stiamo avendo degli ottimi frutti. Questa mostra ne è un esempio: anche se il conduttore è stato l'Archivio di Stato, tutte le altre sezioni hanno partecipato5.

Qui è riportata la locandina della mostra che abbiamo portato avanti per vari mesi a San Marino. Una mostra che era gratuita, rivolta alla popolazione con rigore scientifico ma piglio divulgativo, e narrava questo legame di San Marino con Napoleone o, meglio, questo amore del Bonaparte per San Marino e fra tutte le cose esposte non ci sono stati solo documenti e libri, ma anche oggetti e opere d'arte, fra cui il ritratto intitolato “Generale Napoleone Bonaparte”, opera di Luigi Zoppi restaurata da Piero Tonnini.

Piero Tonnini è un illustre sammarinese e in questo momento la sua pronipote è Capo dello Stato di San Marino ed è a Londra questa mattina6 a rappresentarci7. Tonnini fu colui che, ad esempio, gestì la ricostruzione dell'attuale Palazzo del Governo, ed è quindi considerato un cittadino importante oltre che un artista, e il quadro citato fa parte dei donativi che giunsero numerosi a San Marino. Molti notabili più o meno famosi, italiani e stranieri, donavano a San Marino opere per ingraziarsi la Repubblica e magari ottenere anche qualche favore. Il duca Guglielmo Bevilacqua regalò questa opera, frutto del lavoro di un orologiaio e pittore dilettante, Luigi Zoppi appunto, proprio perché celebrava Napoleone Bonaparte.
Gli Istituti Culturali detengono, presso l’Archivio di Stato, un carteggio costituito da una serie di scambi epistolari fra San Marino e Napoleone o i suoi generali.
In esso è presente anche una lettera autografa di Napoleone Bonaparte, datata 28 febbraio 1797, in cui il generale Bonaparte comunica ai Capitani Reggenti della Repubblica di aver esentato i sammarinesi dalle contribuzioni nei territori della Repubblica francese e dà anche l'ordine di consegnare cento quintali di grano e quattro cannoni. I cento quintali di grano dovrebbero essere arrivati, ma dei quattro cannoni nessuna notizia. Intanto però, con questa nota, i sammarinesi non pagavano tributi, fatto già di per sé molto importante.

Qualche giorno prima uno dei generali francesi, Gaspard Monge, chiede udienza al Consiglio per il giorno successivo, proprio perché da parte di Napoleone deve farsi latore di messaggi importanti. La trascrizione avviene però solo il 12 febbraio e subito dopo ci sarà anche la risposta dei Capitani Reggenti. Troviamo in Archivio di Stato anche la trascrizione del discorso che il Monge invia al Parlamento della Repubblica, il Consiglio, all'epoca definito Principe Sovrano come nominalmente ora è chiamato Grande e Generale, e offre grande collaborazione.


Perché per noi sammarinesi è importante quel periodo? Perché, se San Marino esiste ora, è proprio per avere detto un pesante “no” al Bonaparte. Ovvero Napoleone, grande ammiratore di San Marino, offre l'allargamento al mare, offre l'inclusione delle province romagnole nel territorio della Repubblica sammarinese.
San Marino, memore di un tentativo di invasione di circa sessant’anni prima, 1739, da parte del cardinale Alberoni, ultimo tentativo di annessione della Repubblica a qualche altro Stato, valuta la proposta, e la respinge in modo diplomatico ma fermamente.
Il fatto che San Marino durante le campagne napoleoniche non abbia mai modificato i confini, che a tutt’oggi sono ancora quelli del quindicesimo secolo, consente alla Repubblica di essere completamente rispettata durante il Congresso di Vienna del 1815, dove vedrà di nuovo riconosciuta la dignità di Stato, mantenendo l’estensione territoriale che aveva prima delle campagne napoleoniche.

Però, proprio perché vogliamo narrare un territorio e renderlo partecipe, come policy culturale, raccontando non solo vicende di altra dimensione geopolitica ma anche gli intrecci con la storia locale, abbiamo raccordato in questa mostra anche la figura di Antonio Onofri, che fu il Capitano Reggente che poi rispose formalmente alle offerte napoleoniche, rappresentato anch’esso in un'opera del Tonnini, e anche di Antonio Canova, proprio perché in quel momento c'erano delle relazioni con lui, nonché la storia della bandiera nazionale, le cui origini e mutazioni nel tempo si intrecciano con la storia di quel periodo a cavallo fra XVIII e XIX secolo.
Inoltre, proprio per dare un'impronta didattica si è realizzato, in collaborazione con San Marino RTV, emittente radiotelevisiva pubblica sammarinese, un brevissimo filmato divulgativo poi pubblicato sul web dove è facilmente reperibile8.
Il video sottolinea l’importante lavoro svolto soprattutto dalle colleghe archiviste, che hanno lavorato alacremente per questo progetto, attraverso i loro contributi, ma ha consentito anche con un linguaggio immediato e al contempo con rigore scientifico, di rendere fruibile televisivamente e sul web il “prodotto mostra”, cosa che si è ritenuto essere molto importante volendo fare anche divulgazione storica.
Passiamo ora, avviandoci alla conclusione, ai dati della mostra. L’esposizione era ad accesso libero per i visitatori del museo San Francesco, la pinacoteca che ospita le sale dove si è tenuta la mostra, senza biglietto e quindi senza rigorosa registrazione degli accessi singoli. Si poteva inoltre accedere alla mostra direttamente, senza necessariamente visitare la pinacoteca.
È stato fatto un lavoro forte sulle scuole della Repubblica, con una serie di visite guidate a diciassette gruppi di classi delle scuole. A queste si sono aggiunte cinque visite istituzionali e una serie di visite aperte alla cittadinanza, ovvero cinque giornate in cui le funzionarie dell'Archivio di Stato hanno fatto le guide e si sono rese disponibili per chi voleva avere una informazione più completa di quanto in mostra. Tale iniziativa è anche coincisa, in un caso, con le “Giornate Europee del Patrimonio”. A tutto ciò si sono aggiunte anche visite oltre il consueto orario di chiusura, quando si è aperto ad alcuni gruppi aziendali che non potendo venire durante gli orari di apertura canonici, avevano richiesto visite dedicate. Ciò ovviamente gestendo tutte le problematiche sindacali e di trattativa col personale di guardiania caso per caso.
Solo nelle visite guidate abbiamo registrato 6300 persone, a cui si aggiungono tutti coloro che hanno visitato la mostra di propria iniziativa e, come si diceva più sopra, senza vedersi registrato l’ingresso. Possiamo ipotizzare quindi cautelativamente circa 10.000 visitatori che, per il tipo di mostra e per il territorio costituiscono un ottimo successo.
La mostra era accompagnata da un catalogo9, la cui prima edizione è andata esaurita, mentre si sono registrate buone vendite della seconda che sta andando in esaurimento.
In conclusione riportiamo che la mostra includeva anche un calco in gesso della maschera funeraria di Napoleone del tipo “Antommarchi 1833”, con la firma sulla base del collo del medico, appunto l'Antommarchi, inviato dalla madre del Bonaparte al capezzale del fu imperatore sull'isola di Sant'Elena per constatarne la morte, visto che non si fidava dei medici inglesi. Fu forse il primo esempio di gadget, perché il medico, oltre a constatarne la morte, fece il calcolo del volto del defunto, e successivamente cominciò a replicare la maschera funebre che vendeva in giro per il mondo, monetizzando quindi sulla morte di Napoleone. Gli Istituti Culturali custodiscono nelle loro collezioni una delle prime originali, riportata nell’immagine a chiusura di questo scritto.

Note
Il presente testo costituisca trascrizione e adattamento dell’intervento effettuato in data 6 maggio 2023 presso Palazzo Reale a Milano, in occasione del convegno “Archivi e Biblioteche, dalla storia napoleonica al suo racconto”.
↩Chi scrive è un manager culturale e storico che, attualmente, dirige gli Istituti Culturali della Repubblica di San Marino.
↩Ruolo ricoperto dallo scrivente da gennaio 2020 al giugno 2023 e previsto dalla Rubrica XXXVI del Libro I degli Statuti. È un organismo composto da due Consiglieri (membri del Parlamento) nominati dal Consiglio Grande e Generale (Parlamento) per l’intera Legislatura.
↩In quel momento parliamo di Repubblica Francese perché il Bonaparte non si è ancora proclamato imperatore, tant'è che abbiamo focalizzato la nostra esposizione sul periodo 1797-1805.
↩La mostra “Napoleone, la Repubblica, le Repubbliche (1797 – 1805). I rapporti tra San Marino, Bonaparte e le Repubbliche sorelle” si è tenuta presso la Pinacoteca San Francesco di San Marino, a cura di Archivio di Stato – Istituti Culturali, dal 19 marzo al 4 settembre 2022, quale contributo sammarinese alle celebrazioni del Bicentenario Napoleonico (1821 – 2021).
↩In riferimento alla giornata in cui si è tenuto il seminario di studi.
↩Adele Tonnini è stata Capitana Reggente della Repubblica, in coppia col collega Alessandro Scarano, per il semestre 1 aprile – 1 ottobre 2023.
↩Il video è reperibile sulla piattaforma YouTube al link: https://youtu.be/23Cho-PuQSA?si=cou0DOMZOHp16shR (ultima consultazione 23 agosto 2024).
↩Volume “Napoleone, la Repubblica, le Repubbliche (1797 – 1805)” Catalogo della mostra omonima tenutasi a San Marino, presso la Pinacoteca San Francesco dal 19 marzo al 4 settembre 2022, in occasione delle celebrazioni per il Bicentenario Napoleonico. Volume a cura di Archivio di Stato – Istituti Culturali della Repubblica di San Marino. ISBN 9788860862099
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Testo riportato dal materiale di studio pubblicato dal Governo della Repubblica di San Marino e riformattato per la lettura online. In caso di differenze fa fede il documento pubblicato su gov.sm. ARBE non si assume alcuna responsabilità sulla correttezza, completezza e attualità dei contenuti.